Due storie nella gigantesca Seul. Kim ha perso tutto: il
lavoro, i soldi, la moglie. Un giorno decide di farla finita e si getta nel
fiume Han. La corrente lo trascina su un pezzo di terra cosparso di rifiuti a
poche decine di metri dal ponte di cui si è buttato, permettendogli di
salvarsi.
Una volta ripresosi, Kim si accorge con orrore di trovarsi
su un’isola deserta (più precisamente, l’isola Bam) nel bel mezzo di Seul.
Malgrado i suoi sforzi, nessuno viene in suo aiuto. Quei pochi che riesce a
contattare non gli credono, o non lo capiscono. Kim è isolato dal resto del
mondo. Il suo cellulare è morto, e anche Seul è ancora lì, tutta intorno a lui,
ma nessuno sembra accorgersi delle sue disperate richieste di soccorso, in
mezzo al rumore della vita urbana.
Non riuscendo a trovare una via di fuga, Kim si ritrova
costretto ad una vita da selvaggio, pur vivendo nel bel mezzo della civiltà.
Dopo un breve momento di debolezza, riesce a trovare la forza di andare avanti
e si impegna per sopravvivere, riuscendo a costruirsi una nuova vita, ma non
aspettatevi il fascino della natura: questo moderno Robinson Crusoe vive tra i
rifiuti trasportati dalla corrente e anzi ne fa uso per ottenere quello che gli
serve. Riesce così a realizzare una
sorta di paradiso-discarica al quale si affeziona, ormai alienato da una
società fatta di alienazione.
Deciso a riuscire a preparare da solo l’impasto per dei
noodles (avendo trovato una bustina per il condimento), riesce addirittura a
far crescere un piccolo orticello, ma c’è qualcuno che lo osserva.
“Blue Bear” (il cui vero nome verrà reso noto soltanto alla
fine) vive da tre anni rinchiusa nella sua camera, in un’oscurità rischiarata
soltanto dalla luce del suo computer. Attraverso il web vive una vita
alternativa in cui può fare tutto quello che vuole, nascondendosi dietro lo
scudo di una falsa identità.
Blue Bear vede la luce del Sole due volte l’anno: durante le
prove di evacuazione generali organizzate dall’esercito. In quei momenti, la
città è “deserta come la luna”, e Blue Bear può aprire le tende e scattare
delle foto alla città. Un giorno, mentre come ogni anno si affaccia dalla sua
finestra protetta da un casco, l’obiettivo della sua macchina fotografica
finisce sull’isola Bam e inquadra Kim.
Blue Bear scambia quest’ultimo per un alieno, e dopo averlo
osservato silenziosamente per mesi, decide finalmente di uscire di casa per
contattarlo nel suo particolare modo...
Cosa nascerà da questo particolare contatto fra due persone
totalmente diverse eppure entrambe “naufraghe” nella loro società?
“Castaway on the Moon” unisce le storie di due solitudini
diverse e uguali, in una commedia che diverte, commuove e fa riflettere.
Molto ben sviluppato è il tema dell’alienazione dei due
personaggi dal resto di Seul e, per esteso, dalla società stessa, e di come
anche quest’ultima possa essere a volte talmente caotica da non accorgersi di
cosa la circonda. Entrambi sono totalmente, angosciosamente soli nel bel mezzo
delle luci notturne della città.
Un classico esempio di film visto per caso, e rimasto
impresso.
Assolutamente consigliato!!!
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