Ma sì, giochiamoci le cartucce buon fin dall' inizio. Questo romanzo lo lessi al primo anno d'Università. La nostra professoressa di Letteratura Inglese lo aveva inserito fra i libri da leggere per il suo corso, e io, sentendomi competitivo nei confronti di me stesso, decisi di prenderlo in lingua originale come ci era stato consigliato e vedere se riuscivo a leggerlo. All'inizio è stata parecchio dura, senza contare che l'inizio, pur piacendomi, non mi entusiasmava troppo, quindi i primi tempi la lettura andò a rilento. Tuttavia, non appena guardavo quel libro sul mio comodino sentivo una strana curiosità crescere in me. Poi, durante un viaggio in treno, ingranai la marcia e cominciai a leggere di getto, facendo tirate di ore e ore come non ne facevo da un bel po'. Ero giunto a metà libro quando seppi che era stato tolto dal programma, ma ormai mi ero così appassionato che non mi importò e prima di passare alle altre opere volli finirlo. Comunque, passiamo a descrivere "Eureka Street".
Il romanzo, ambientato a Belfast nel 1994, racconta sei mesi
della vita di un gruppo di amici trentenni. Fra questi, Jake Jackson, di etnia
irlandese, uomo dal passato molto violento convertitosi all’etica della
non-violenza, e che al momento sta cercando disperatamente l’amore della sua
vita. Accanto a lui abbiamo Chuckie, etnia inglese e povero in canna,
ossessionato dalla celebrità (al punto da essersi spinto ad andare a trovare il
Papa, in passato, solo perché si trattava di una persona famosa), il quale
diventa ricco in una maniera molto originale, nonché un po’ immorale.
Intorno a loro, un teatro di comparse e personaggi
vividissimi, al punto che almeno io li ho sentiti come “reali”, sul
palcoscenico di una Belfast che, nonostante gli attentati, le violenze, le
ideologie estremiste di ogni tipo di fazione politica, ha un cuore pulsante di
umanità, un insieme di vite considerate come libri, delle quali anche la più
noiosa è considerata “più vivida e complessa di ogni opera di Tolstoj”. È un
teatro variegato, quasi al pari dell’opera alla quale ogni tanto rimanda con
piccoli segnali, ovvero: “Les Miserables”.
Il romanzo si avvale di uno stile tragi-comico molto
scorrevole e piacevole, diretto, scioccante e secco quando serve, commovente in
diversi punti, poetico nelle descrizioni di Belfast, pieno di elementi
linguistici irlandesi e gergali che aggiungono realismo alle scene – ignoro come
ciò sia stato reso nella traduzione italiana. Di quella ho letto vari estratti,
ma non mi hanno convinto molto, quindi ho lasciato perdere e sono tornato
all’edizione originale. Oltre a questo, un’infinità di scene e frasi
memorabili.
Ho letto Eureka Street due anni fa, ma non è raro che mi capiti di
riprenderlo, sfogliarlo, rileggere una particolare scena per cogliere più
sfumature e poi riporlo sopra il comodino fino alla prossima occasione. Ne
consiglio caldamente la lettura.