Parigi, anni ‘80. Benjamin Malaussene lavora ai Grandi
Magazzini, e ha una mansione alquanto singolare: è un capro espiatorio.
Ufficialmente è il responsabile del controllo sulla sicurezza, ma il suo vero
lavoro è farsi umiliare agli Uffici Reclami ogni volta che un cliente denuncia
un oggetto malfunzionante, in modo da farlo impietosire e ritirare il reclamo.
Una volta tornato a casa, ad attenderlo trova i suoi
fratelli più piccoli, ai quali fa praticamente da padre, un gruppo di ragazzi
strampalati, problematici e adorabili, e il loro cane Julius.
Tutto sembra procedere normalmente, finché nei Grandi
Magazzini non cominciano ad esplodere delle bombe. Dapprima la faccenda non
tocca Ben, che continua a vivere la sua vita guardando il mondo con occhio
ironico, sagace, e a tratti malinconico, ma alla fine la funzione che ha
espletato per anni gli si ritorce contro. Gli impiegati del Grande Magazzino
hanno dato la colpa a lui per anni e ora, quasi automaticamente, cominciano a
guardare a lui nel tentativo di trovare un colpevole a quei crimini
inspiegabili. Sta a Ben, accompagnato da una giornalista che ha cominciato a
frequentare, che lui chiama “Zia Julia” e da Theo, un suo collega e caro amico,
transessuale che raccoglie i vecchietti dalla strada per dar loro un lavoro nel
proprio reparto, trovare il colpevole per provare la sua innocenza.
Trama avvincente, stile ironico e pieno di black humour,
personaggi maschere in un teatro dell’assurdo (ma sarebbe meglio dire
“dell’assurdamente reale”), a tratti grottesco, ambientato nel multietnico e
vivace quartiere di Belleville.
Cosa state aspettando?
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