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martedì 22 ottobre 2013

Perché quando si dovrebbe essere seri bisogna sparare boiate (a voi il compito di scegliere se aggiungere un punto interrogativo o no)

Un giorno guardi il calendario e... SORPRESA! Sono due mesi che mandi avanti il blog! Certo, ci devi ancora prendere molta ma molta mano, hai spesso finito di preparare i post in ritardo se non al rotto della cuffia, devi imparare un sacco di cose, ma bene o male stai facendo quello che volevi e sembra che qualcuno apprezzi (e a costoro io sono profondamente grato). Quindi, è il caso di festeggiare questo piccolo inizio. 
Poiché sui blog non si possono postare torte (anche se, considerando tutti i gadget di blogger...), casomai ricette che non ho, ho pensato di caricare un raccontino scritto molto tempo fa durante una nevicata, in uno di quei momenti in cui la voglia di fumare ha il sopravvento e esci di casa anche con -40° C al sole. Non ha pretese serie, è stato scritto appositamente per ridere e scherzare, in una situazione in cui si moriva di freddo. Spero di riuscire a strapparvi un sorriso. 
Grazie per aver seguito il Drago finora, spero che passeremo ancora tempo insieme. 


PRESIDENTE AIUTACI TU


E fu così che il presidente degli Stati Uniti d'America ebbe l'ennesima trovata che poteva funzionare solo nei film catastrofici hollywoodiani. Apparendo in tv, si rivolse con tono grave agli spettatori americani (macché, di tutto il mondo... si sa, nei film statunitensi non c'è potenza che non segua gli U.S.A) dicendo che gli doleva annunciare che il mondo stava per attraversare un'altra glaciazione. Tutti si abbracciarono e per diversi secondi ci furono riprese a campo lungo di famiglie riunite intorno al televisore, i cui membri si abbracciavano l' un l' altro piangendo. 
Poi dopo un lungo sospiro il presidente guardò dritto dentro l'obbiettivo, e sentenziò: "Tutti gli uomini si riversino in strada. In un abbraccio fraterno, salviamoci insieme da questa catastrofe."

Con passo lento, dopo aver sentito le istruzioni date dal vecchio saggio, gli uomini e i loro figli maschi uscirono senza dire una parola, e sempre in silenzio salutarono gli altri che erano venuti in strada con un cenno del capo. 
Si misero l'uno di fianco agli altri, dando le spalle al vento che soffiava da nord e fissando impavidi l' orizzonte, tutti uniti senza distinzioni di razza o religione, con una musica in sottofondo in cui una tromba suonava un'aria triste ma allo stesso tempo coraggiosa e impavida, che mostrava il valore di tutti coloro che quel giorno avrebbero salvato il mondo.

Mezz' ora dopo, in tutto il mondo uomini di ogni etnia ed età si trovavano in strada, da Mosca, a New York, al piccolo villaggio sperduto in Mozambico, alla popolazione sconosciuta della più vicina terra disabitata. Nessuno si chiese come delle tribù che dormivano ancora nelle tende e vivessero isolate dal resto del mondo avessero un televisore. La stessa musica e la stessa tromba infondevano coraggio e rottura di coglioni (era ripetitiva) agli animi dei nuovi guerrieri dell'Umanità.

Poi il presidente, sceso in strada a sua volta, guardò con fierezza davanti a sé e ordinò, fermamente: "Cominciate".
Prima furono in pochi, poi nei secondi successivi tutti gli uomini nelle strade si sbottonarono i pantaloni e cominciarono ad orinare. Alcune donne imbarazzate passavano di tanto in tanto per dare una tazza di té freddo a chi aveva bisogno di fare rifornimento. 
Dopo un' ora, la temperatura terrestre era aumentata di mezzo grado.
"Ancora un po'" esclamò il presidente, del quale la telecamera inquadrava soltanto la faccia. 
La musica si fece più movimentata per aumentare la suspance. I violini entrarono e diventarono in breve frenetici mentre gli uomini di tutto il mondo si riempivano chi di birra, chi di Tè e tisane, chi di semplice acqua.
I fumi si alzavano dalla neve.
"Forza!" gridò il presidente al colmo dello sforzo.
La musica effettuò un crescendo finale, per poi cessare.
Il presidente sentì un bip elettronico in lontananza e si girò lentamente. 
Dalla Casa Bianca uscì correndo un fisico che esultò: "La temperatura interna della terra si è stabilizzata!"

"E anche questa è fatta!", pensò esultante il presidente, per poi ordinare la creazione ex vitro di qualche quintale di cloruro di sodio da gettare nel mare onde ripristinare il funzionamento della corrente nord atlantica.
"Siamo in un film americano, a chi interessa come è possibile riuscire in quest' impresa, o come si possa creare tanto sale in laboratorio? Siamo nella terra delle cazzate che funzionano!"

E fu così che per l' ennesima trovata degli americani, e per la collaborazione fraterna di tutti gli uomini, il mondo si salvò dall' ennesima catastrofe temuta (e scoperta) dagli scienziati statunitensi.



                                                                                                             
Michele Giuli
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